Titolo: GIZZERIA - Un container adibito a negozio di capi contraffatti
Sequestrato esercizio commerciale
Autore:
Fonte: Quotidiano della Calabria
Data: 26/11/2009
GIZZERIA - Il GIP del Tribunale di Lamezia Terme - Carlo Fontanazza,
su richiesta del pubblico ministero
Marianna Valvo, ha disposto
il sequestro preventivo
di un container adibito a negozio
di capi di abbigliamento in
località “pesce e anguille” di
Gizzeria, nella disponibilità di
C.E. di anni 38 e C.E.G. di anni
36, nonché, ha applicato ad
entrambi la misura cautelare
dell'obbligo di dimora nel comune
di Gizzeria.
I provvedimenti cautelari
sono stati eseguiti dai militari
del nucleo mobile del gruppo
della guardia di Finanza di Lamezia
Terme diretto dal tenente
colonnello Elia Pallaria.
I due, coniugi, avrebbero
reiteratamente posto in commercio,
avvalendosi di una
ditta individuale gestita da
entrambi, consistenti quantitativi
di capi di abbigliamento
contraffatti.
I provvedimenti cautelari
sono il risultato dell'attività di
controllo del territorio del comando
provinciale della guardia
di Finanza nell'area lametina,
mirata alla prevenzione e
repressione di ogni forma d'illecito
a sfondo economico finanziario,
a tutela del regolare
andamento dell'economia e
del corretto funzionamento
dei mercati locali.
In tale ambito, infatti, le
fiamme gialle del localeGruppo
hanno più volte, negli ultimi
mesi, sorpreso la ditta
mentre era intenta ad immettere
nel circuito commerciale
locale capi di abbigliamento,
scarpe ed accessori, di “grandi
firme”, pubblicizzandone anche
la vendita a prezzi concorrenziali
nel locale, costituito
da un container adattato a negozio.
In particolare, in tre diverse
perquisizioni eseguite nell'ultimo
anno, estese anche all'abitazione
ed alle pertinenze
dei due indagati, sarebbero
state rinvenute e sequestrate
complessivamente circa 500
pezzi, tra capi di abbigliamento,
scarpe e accessori, nonché
materiale vario per il confezionamento
quali custodie cartellini
e etichette di stoffa, sui
quali apposite perizie avrebbero
evidenziato l'illecita riproduzione.
Il pesante quadro indiziario
a carico dei due soggetti, quindi,
ha indotto gli inquirenti a
procedere nei loro confronti
per il reato di concorso in ricettazione
continuata, nonchè
ad adottare le suddette misure
cautelari reali e personali
nei loro confronti, per impedire
la reiterazione della condotta
illecita.
In Calabria è il primo provvedimento
cautelare personale
che viene emesso da un giudice
per reati concernenti la
contraffazione dei marchi.
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