GIZZERIA - Affondo di Talarico sulla gestione sanitaria
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Titolo: GIZZERIA - Affondo di Talarico sulla gestione sanitaria
Autore: Antonio Chieffallo
Fonte: Quotidiano della Calabria
Data: 31/10/2009


GIZZERIA - Parte dalla Calabria l'offensiva dell'Udc in vista delle prossime elezioni regionali. A suonare la carica è proprio il leader nazionale Pierferdinando Casini che ha aperto gli stati generali del partito calabrese, un appuntamento molto atteso, sul quale sono da giorni puntati i riflettori degli schieramenti politici in attesa di conoscere la definitiva collocazione dello scudocrociato calabrese. Da un lato l'attuale governatore Agazio Loiero la cui posizione è uscita rafforzata dalle primarie del 25 ottobre, dall'altro Scopelliti, in procinto ormai di essere indicato alla guida del Centro- destra nonostante i mal di pancia da più parti emersi sulla sua persona. Nessun mutamento di rotta ufficiale però è venuto fuori dagli interventi della dirigenza regionale rispetto al percorso tracciato nelle settimane passate: confronto programmatico serrato e risoluzione dei problemi al centro della trattativa. Certo è che la relazione dello stesso Casini non ha lasciato filtrare messaggi confortanti per il Governatore. Quella di ieri pomeriggio è stata comunque una convention di rottura rispetto ai rituali dei tradizionali appuntamenti congressuali: niente politici sul tavolo di presidenza, ma i rappresentanti delle categorie produttive, dei sindacati e dell'associazionismo che hanno preso parte nei mesi scorsi ai tavoli della concertazione programmati dai vertici del partito. Una decisione fortemente voluta dal segretario regionale Franco Talarico: «per una volta abbiamo obbligato i politici a stare ad ascoltare la società civile. Le nostre proposte sono maturate dal dialogo con le categorie produttive, un patto con i calabresi per i calabresi». Ed è stata prevalentemente all'insegna dell'impostazione programmatica la relazione introduttiva del segretario regionale che ha elencato i punti fondamentali che l'Udc presenterà al tavolo delle trattative con gli schieramenti politici a partire dalla difesa della famiglia: «bisogna sostenere il veroammortizzatore sociale dei nostri tempi. L'istituzione di un assessorato alla famiglia e la concessione di nuovi mutui alle giovani coppie è un buon punto di partenza». Quindi il sostegno alle imprese attraverso una revisione dei sistemi di accesso al credito, la riforma dell'amministrazione regionale per garantire efficienza e trasparenza burocratica e la risoluzione del problema dell'inquinamento del mare calabrese. Molto duro invece Talarico sulla sanità regionale: «la situazione è disastrosa, il deficit è alle stelle ed i servizi inefficienti emal organizzati. La mancata approvazione di un piano sanitario ha mortificato qualsiasi prospettiva di organica organizzazione del settore. Tutto questo dovrà essere affrontato immediatamente nei primi cento giorni della prossima legislatura». Ma la vera novità sono stati gli interventi dei rappresentanti delle categorie produttive che hanno occupato buona parte del programma pomeridiano. Ad iniziare il segretario regionale della cisl Luigi Sbarra che ha elogiato la coerenza ideale del partito ed il ruolo di opposizione costruttiva. Il presidente della Coldiretti Pietro Molinaro ha invece insistito sull'importanza per una forza politica serie di saper dire anche «no» come nel caso dei grandi centri commerciali che soffocano le imprese locali. Più squisitamente politico l'intervento del deputato cosentino Roberto Occhiuto che è partito da una forte critica agli atteggiamenti degli schieramenti politici: «ancora una volta si avvicinano le elezioni in Calabria ed i due poli continuano a discutere esclusivamente di nomi e formule. Un vecchio metodo che ha provocato solo danni alla nostra regione». Stroncato il partito del sud: «non abbiamo bisogno di un'altra lega, quella che c'è ha già creato abbastanza problemi». Sulle alleanze Occhiuto è stato lapidario: «non possiamo accettare la continuità di quanto fino ad ora visto, ma non possiamo nemmeno consentire che il centro-destra calabrese sia la stampella di un governo che poco ha fatto per il sud.»
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