Titolo: GIZZERIA - Verso le regionali
Dal leader dell'Udc critiche anche al Pdl: «Incalzare Berlusconi»
Casini detta le condizioni
«Il Pd prenda atto che la giunta Loiero com'è oggi è inadeguata, non è proponibile un'alleanza»
Autore: Antonio Chieffallo
Fonte: Quotidiano della Calabria
Data: 31/10/2009
GIZZERIA - E'stato il giorno diPierfendinado
Casini inCalabria quello cheha apertoieri pomeriggio
gli stati generali dell'Udc calabrese.
Arrivato con inusuale puntualità per un uomo
politico, il leader dello scudocrociato è stato
accolto dal suo popolocon l' entusiasmo che
si riserva solo ai grandi leader. La sala gremita,
le bandiere sollevate, l'inno nazionale, il
colpo d'occhio è quello di un partitocheormai
è divenuto a pieno titolo protagonista della politica
regionale se non l'ago della bilancia per il
ruolo ed i risultati conseguiti negli ultimi mesi.
Quasi il dieci per cento alle
europee e percentuali a due zeri
nelle amministrative, hanno
infatti accresciuto il ruolo di
una formazione che da molte
parti veniva data, solo un anno
fa, peragonizzante dopola rottura
con il polo delle libertà.
Una fase ormai definitivamente
lasciata alle spalle e l'appuntamento
di ieri pomeriggio
lo ha ampiamente confermato.
Ad ascoltare Casini ed il
gruppo dirigente calabrese
non mancava infatti quasi nessuno:
sindacati, categorie produttive,
associazioni, esponenti
di tutti i partiti politici ed
anche una nutrita presenza
dell'associazione sordo-muti.
Grande attesa dunque sia
perché gli stati generali calabresi
aprono la stagione delle
assisi congressuali dell'Udc in
Italia, sia perché la Calabria è
una delle regioni considerata
in bilico, sulla quale sono quindi
puntati gli occhi dei vertici
nazionali dei vari partiti.
Una regione nella quale i risultati
delleultime elezionied i
sondaggi hanno per ora dato
ragione al centro-sinistra,
consolidando la posizione del
governatore Loiero, ma rafforzando
di fatto il ruolo dello scudocrociato
che può giocare
una partita molto importante
se non determinante.
E' toccato a Gino Trematerra
accogliere il presidente dell'Udc
: «siamo orgogliosi del
ruolo che hai svolto a livello nazionale
e della difesa strenua
della nostra identità. Ti accoglie
il gruppo dirigente del
partito calabrese e tutti i militanti
che qui hanno saputo essere
all'altezza dal cammino
che hai segnato».
E Casini non ha deluso le attese
dei centinaia di simpatizzanti
e membri del partito venuti
da ogni parte della Calabria. In un discorso
appassionato ed applaudito ha affrontato
tutti i principali nodi sul tappeto, a partire
proprio dalla spinosa questione delle alleanze.
Nessuna presa di posizionenetta, ma le parole
usate hanno tracciatounsolco con il centro-sinistra difficile da superare: « Il problema
non è la conferma o meno di Loiero alla presidenza
della regione Calabria ma i ritardi e l'inadeguatezza
della giuntache ha presieduto.
Una riproposizione secca, dunque, da parte
del Pd di un'alleanza di governo alla Regione
comequella uscente, con l'aggiuntadell'Udc,
è per noi improponibile». «Chiediamo al centrosinistra
- ha aggiunto Casini - di fare una
profonda riflessione. Lacondizione per impostare
un rapporto serio con noi è questa».
«Ogni cosa a suo tempo». Lo ha detto il leader
dell'Udc, Pierferdinando Casini, conversandocon
igiornalisti amarginedegli statigenerali
del suo partito in Calabria, a proposito delle
alleanze in vista delle elezioni regionali.
«Adesso – ha aggiunto Casini - parliamo dei
programmi, anche perchè in questa regione
molte cose non vanno». Secondo Casini «è necessaria
una profonda discontinuità, e discutere
di programmi significa occuparsi della
Calabriae deicalabresi. Poici sarà ilmomento
delle decisioni, delle scelte.E noi ci assumeremo
la nostra responsabilità. E comunque è dal
Centro che si governa la Calabria».
Una presa di distanza che
non sarà semplice da ricomporre
anche se il leader nazionale
non ha risparmiato critiche
anche all'altro schieramento:
«Allo stesso modo al
Pdl calabrese diciamo una cosa
sola e semplice: denunciare
con noi, se vuole avviare un
rapporto per le elezioni regionali,
che ilGovernonon fanulla
per il Mezzogiorno. Non possonopensare
ditrasformarele
elezioni regionali in una macchina
di propaganda per Berlusconi.
Questo non lo consentiremo».
Sarebbe un errore comunque
considerare i giochi già
chiusi perché lo stesso Casini
ha lasciato intendere che possono
essere seguite anche strade
diverse: « Nessuno pensi di
aprire trattative con noi sulla
base di una esclusiva divisione
di posti nelle giunte, le sirene
del potere fine a se stesse non
siamo disposti ad ascoltarle».
Chiarite le questioni calabresi,
Casini ha voluto dire la
sua sulle polemiche salite alla
ribalta in queste ultime settimane
a partire dalla riforma
della giustizia. Il leader dell'udc
ha rivolto a tutte le parti
in causa un appello alla moderazione:
«gli sgangherati attacchi
rivolti alla magistratura
non possono essere seguiti
da iniziative, come lo sciopero,
che non fanno altro che indebolire
la posizione degli stessi
magistrati. La riforma della
giustizia deve risolvere i problemi
del cittadino non di Berlusconi».
Nessuna preclusione invece
verso Rutelli che ha lanciato
nei giorni scorsi un ponte all'udc
per nuove possibili alleanze:
«Noi aspettiamo e rispettiamo
le scelte degli altri.
Non vogliamo forzare nessuno,
e comunque mi sembra che ci siano tante
valutazioni comuni. Noi qualcosa abbiamo
giàpreso, circaduemilioni emezzodi voti, attendiamo
che lui ne porti altri due milioni e
mezzo, ed andremo molto meglio».
Duro Casini invece sulla questione dei vaccini
per l'influenza A: « Il Governo chiarisca in
Parlamento, senza trincerarsi dietro l'autonomia
delle Regioni, le procedure, le modalità
e i problemi cheriguardano attualmente la disponibilità
del vaccino. La confusione suquesta
materia è inaccettabile».
L'ovazione finale ha chiuso l'intenso pomeriggio.
Stamattina la seconda giornata con
l'intervento del segretario nazionale Lorenzo
Cesa.
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