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Autore: Pasqualino Rettura Fonte: Quotidiano della Calabria Data: 29/07/2010 LAMEZIA TERME - UNA intera giornata ieri dedicata alle arringhe difensive andate avanti fino a tarda sera. Domani le repliche del pm Maffia e poi eventuali controrepliche degli avvocati. Poi il collegio giudicante del Tribunale di Lamezia (presidente Spadaro; a latere Aragona e De Nisi) si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza contro i 19 imputati del processo sul Prg di Gizzeria e sulla realizzazione del Grand Hotel Marechiaro. Ben 15 gli avvocati che ieri si sono battuti per smontare le accuse del pm che martedì scorso ha chiesto pesanti condanne. A difendere gli imputati sono stati chiamati gli avvocati Pisani Cerra, Gambardella, Iozzo, Luigi Scaramuzzino, Licastro, Ioppoli, Scalzi, Michele Amatruda, Leopoldo Marchese, Pietragalla, Andricciola, Pandolfo, Luca Scaramuzzino e Missineo. I quali hanno cercato di convincere il collegio dell'innocenza dei loro assistiti chiedendo l'assoluzione. Tesidifensiveper smontareleaccuse del pm Maffia, che nella sua requisitoria ha ripercorsotutte le fasi che hanno messo su l'inchiesta. Dalle elezioni, all'approvazione del Prg e quindi al progetto Marechiaro. Per il pm "a dirlo quanto siano importanti le elezioni a Gizzeria è lo stesso Rosato in una telefonata a Carmelo Cortellaro a proposito delle assunzioni al Servizio civile di volontariato. Rosato dice a Cortellaro che bisognava fare questo per vincere le elezioni, senza esclusioni di colpi". Ha parlato di episodi "apparentemente autonomi ma in realtà strettamente connessi in un unico contesto storico - politico - amministrativo. Un vero e proprio stravolgimento delle regole già prima del 2002. Del resto il riappropriarsi della cosa pubblica mediante le elezioni era un desiderio forte tant'è che si verificarono risse e aggressioni all'interno dei seggi". A proposito della pratica per la realizzazione del Grans Hotel Marechiaro di Paolo Sauro (per il quale sono stati chiesti 9 anni e mezzo complessivi), pesante è stato il giudizio del pm sull'imputato Stefano Torda, (ex direttore generale del dipartimento regionale del Turismo e per il quale sono stati chiesti 9 anni e mezzocomplessivi), definito "solerte funzionario che il 30 dicembre del 2002 anzichèpensare al veglione di fine anno sipreoccupa di convocare la commissione di valutazione del progetto Marechiaro". E per Maffia esisteva "la Repubblica autonoma di Gizzeria e con la delibera Marechiaro è stato partorito un mostro". |