Processo Marechiaro. Il Pm Maffia accusa la "Libera Repubblica" Richieste condanne per imputati eccellenti Requisitoria di otto ore in aula. Per Chiaravalloti 10 anni, 9 per Gentile e Sauro "Sono i protagonisti di un gioco delle tre carte"
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Processo Marechiaro. Il Pm Maffia accusa la "Libera Repubblica" Richieste condanne per imputati eccellenti
Requisitoria di otto ore in aula. Per Chiaravalloti 10 anni, 9 per Gentile e Sauro "Sono i protagonisti di un gioco delle tre carte"



Autore: Vinicio Leonetti
Fonte: Gazzetta del Sud
Data: 28/07/2010


LAMEZIA TERME - Otto ore di maratona nell'aula del tribunale per spiegare com'è fatta la "Libera Repubblica di Gizzeria". Ed in che modo un Comune riesce a fare approvare una pratica di finanziamento dalla Regione in pochi giorni. Il pubblico ministero Luigi Maffia ieri l'ha fatto con diligenza tecnica e dovizia di particolari, ma anche con un pizzico di teatralità che non guasta quando si descrivono il mondo politico calabrese ed i suoi intrecci con la piccola imprenditoria.
L'accusa ha parla di come si è arrivati al progetto del Grand Hotel Marechiaro sulla Statale 18, a Gizzeria Lido, ed al finanziamento di 4,2 milioni di euro perchè dichiarato di pubblico interesse. "Un gioco delle tre carte" è stato definito da Maffia, che alla fine della requisitoria ha chiesto condanne per truffa, falso e abuso d'ufficio nei confronti dell'ex governatore Giuseppe Chiaravalloti oggi vicepresidente dell'Authority per la privacy: 10 anni e 5 mesi.
Per Pino Gentile, assessore al Turismo all'epoca dei fatti contestati ed oggi ancora nella giunta Scopelliti, 9 anni e 4 mesi. Più mite l'accusa con l'ex assessore all'Urbanistica Paolo Bonaccorsi: 2 anni e 8 mesi.
Altri 9 anni e mezzo chiesti per il proprietario dell'albergo, l'imprenditore Paolo Sauro di Gizzeria. Condanne richieste anche per uno stuolo di dirigenti della Regione: 8 anni e mezzo a Stefano Torda, 2 anni ciascuno per Pasquale Anastasi e Rocco Militano, tutti dell'assessorato al Turismo, e per Andrea Iovene che stava all'Urbanistica.
La truffa secondo il pubblico ministero sarebbe stata costruita in due momenti diversi. Il primo atto si sarebbe consumato nel 2002 con la richiesta di Sauro di un finanziamento del Por, misura 4.4 sull'incentivazione del turismo. Il secondo atto con l'invenzione di un accordo di programma tra Comune di Gizzeria e Regione.
A dirigere il Municipio gizzeroto all'epoca c'erano il sindaco Michele Rosato, legatissimo ad ambienti dell'Udc lametino, ed oggi consigliere provinciale del Pdl, con gli assessori dell'epoca Pietro Raso eletto sindaco nell'aprile scorso, Francesco Argento, Aldo Cerra e lo stesso Paolo Sauro. I primi tre, che hanno scelto d'essere processati col rito abbreviato, sono stati assolti con formula piena da tutti i reati.
Secondo l'accusa quell'hotel non poteva essere costruito perchè in un'area incompatibile con gli strumenti urbanistici di Gizzeria ma anche tutelata dalla legge Galasso che vieta la cementificazione entro i 300 metri dalla battigia. Ma in quel Comune, secondo Maffia, sarebbe accaduto di tutto: lottizzazioni in favore di parenti e amici, assunzioni di precari in combutta con l'associazione Pro Italia che gestiva il servizio civile, e soprattutto l'approvazione del Grand Hotel Marechiaro senza un minimo d'istruttoria tecnica.
Nel "gioco delle tre carte" descritto sapientemente dal Pm c'è anche il geometra Sarino De Sensi, capo dell'ufficio tecnico comunale, che dà il suo parere favorevole di compatibilità urbanistica sul progetto che ancora non era stato presentato. "In quel Comune ci sono capacità divinatorie", ha gridato Maffia in aula. Che ha chiesto 3 anni di reclusione per il tecnico.
Ed ha sfatato quella che è ormai una leggenda negativa della Regione, dove centinaia di progetti s'impantanano e s'insabbiano ogni anno: "Paolo Sauro presenta alla Regione la richiesta d'anticipazione del finanziamento che s'era aggiudicato, il 20% su 4,2 milioni di euro. Era il 19 maggio 2004. In meno di 24 ore la Regione dà i soldi a Sauro". Alla faccia di quegli imprenditori che, come denuncia Confindustria Calabria, da anni aspettano pagamenti dalla Regione per lavori effettuati o forniture.
Ecco perchè la pubblica accusa ieri ha definito l'imprenditore Paolo Sauro "un miracolato".
Aprendo una parentesi sul servizio civile e l'associazione Pro Italia che ha gestito alcuni progetti, Maffia ha raccontato di giovani assunti alla Comunità montana di Soveria Mannelli per fare promozione culturale, col compito preciso di creare iniziative per valorizzare le tipicità locali. Secondo le testimonianza raccolte in aula quei giovani pagati 400 euro al mese venivano utilizzati per rispondere a qualche telefonata o fare semplicemente fotocopie. I responsabili Carmelo Cortellaro e Giacomo Mancuso sono accusati di aver chiesto ai giovani il voto al Comune di Gizzeria in cambio del posto precario. La richiesta è di 3 anni di galera.
Oggi tocca ai difensori. Sono più di una squadra di calcio, tutti di serie A. Il presidente del Tribunale lametino Pino Spadaro ha preannunciato la sentenza per venerdì. Senza ulteriori rinvii per fatti avvenuti otto anni fa.
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