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Autore: Pasqualino Rettura Fonte: Quotidiano della Calabria Data: 20/07/2010 LAMEZIA TERME - LE indagini sull'amministrazione comunale di Gizzeria sono passate fra le sue mani. Il capitano dei carabinieri Enrico Pigozzo, quando scattò l'inchiesta sugli ex amministratori di Gizzeria, dirigeva infatti il Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lamezia che ha in particolare condotto una attività di intercettazioni telefoniche partita all'indomani del rinvenimento di un ordigno inesploso davanti al Comune di Gizzeria. Un episodio che con ogni probabilità sarebbe stato legato a una intimidazione nei confronti dell'amministrazione comunale di Gizzeria, all'epoca guidata da Michele Rosato, per alcuni dinieghi della giunta su alcuni terreni sui quali era stata fatta richiesta di cambio di destinazione d'uso. La bomba insomma sarebbe stata collocata da chi avrebbe ricevuto un no dalla giunta, "al contrario invece di altre richieste accolte avanzate da "amici" degli ex amministratori". Questo in sostanza sarebbe emerso da alcune intercettazioni sui quali ieri si è in gran parte incentrata la deposizione di Pigozzo, escusso nell'ambito del processo contro 18 imputati che ruota sull'approvazione del Prg e sulla realizzazione del Grand Hotel Marechiaro,su richiesta del pm Maffia, dopo che all'allora comandante della compagnia dei carabinieri, l'attuale maggiore Storoni, gli furono tolte le indaginianche a seguito di contrasti fra Storoni e l'allora comandante della caserma dei carabinieri di Gizzeria, il maresciallo Macrì. Proprio a seguito di questi contrasti Storoni non potè più "mettere il naso" sull'indagine Gizzeria e tutto passò poi nelle mani di Pigozzo che era il vice di Storoni. Pigozzo, ora comandante della compagnia dei carabinieri di Siracusa, per la maggior parte ha svelato particolari generici sulle indagini, sottolineando anche i "toni amichevoli " fra il titolare del ristorante Marechiaro, Paolo Sauro, finito sotto'inchiesta per i fondi necessari per mettere su un albergo a cinque stellesulmare, el'allora governatore calabrese Chiaravalloti, anche lui sotto processo insieme agli ex assessori regionali Gentile e Bonaccorsi. "Sauro si lamentava con Chiaravalloti delle indagini pressanti dei carabinieri, in particolare del maresciallo Macrì. Spesso Chiaravalloti andava al ristorante Marechiaro. C'erano diverse telefonate utili alle indagini, come quando l'ex sindaco Rosato, che parlava in modo molto amichevole con Sauro, disse che la cifra era quella per cambiare destinazione ai terreni, altrimenti il Comune li avrebbe espropriati". Alla domanda dell'avvocato Michele Amatruda se l'assessore Gentile telefonasse a Sauro, il capitano Pigozzo ha risposto di no. "Ma erano tante le telefonate che prenotavano untavolo al ristorante, come anche Pino Galati". Il pm Maffia (che ha consegnato al tribunale 14 faldoni di prove documentali) ha chiesto e ottenuto poi per la prossima udienza del 23 luglio l'escussione di Guglielmo Grillo, funzionario regionale competente all'erogazione del finanziamenti di oltre 4 milioni di euro per l'Hotel Marechiaro. Il presidente del collegio giudicante Spadaro chiuderà quindi il dibattimento. Poi sei udienze di fila: dal 26 fino al 31 luglio per le discussioni e la sentenza. |