Processo Marechiaro - "C'era una gestione privatistica dell'amministrazione pubblica" La testimonianza del consigliere Sergio Trapuzzano. Gli appalti venivano affidati a ditte vicine al sindaco e agli assessori
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Processo Marechiaro - "C'era una gestione privatistica dell'amministrazione pubblica"
La testimonianza del consigliere Sergio Trapuzzano. Gli appalti venivano affidati a ditte vicine al sindaco e agli assessori



Autore: Luigina Pileggi
Fonte: Gazzetta del Sud
Data: 17/07/2010


LAMEZIA TERME - Tutto è partito da una denuncia politica, che poi però si è trasformata in denuncia penale. Così l'ex sindaco di Gizzeria, Sergio Trapuzzano, all'epoca dei fatti consigliere comunale d'opposizione, ha spiegato al tribunale lametino (presieduto da Pino Spadaro) come ha preso le mosse il processo Marechiaro, il procedimento a carico di 24 persone rinviate a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sulla costruzione dell'albergo dell'imprenditore Paolo Sauro che, secondo l'accusa, ottenne illecitamente un finanziato di oltre 4 milioni di euro. Ieri mattina, Trapuzzano è stato sentito per oltre un'ora, raccontando un giro di presunti illeciti commessi dall'allora sindaco Rosato, a partire "dalla gestione personalistica dell'Amministrazione comunale, soprattutto per quanto riguarda gli appalti, affidati a parenti e amici vicini a sindaco e assessori".
"Io ho denunciato questi abusi durante un consiglio comunale - ha spiegato Trapuzzano - dopo un po' di tempo sono stato chiamato dai carabinieri perchè c'era un'indagine in corso". Tra le anomalie segnalate dall'ex consigliere ieri in aula, il passaggio di residenza di un centinaio di persone dai Comuni di Falerna e Lamezia, in particolare del quartiere Sambiase, a quello di Gizzeria, avvenute nel periodo antecedente le elezioni comunali del 2002 per "agevolare l'elettorato di centrodestra". Fatti che lo stesso Trapuzzano segnalò alla Prefettura, che fece poi un'ispezione, a conclusione della quale fu rilevato che effettivamente di 800 persone, 100 si erano trasferite, ma "non era un numero rilevante per favorire gli amministratori di centrodestra". Oltre a questa anomalia, Trapuzzano segnalò anche dei presunti abusi edilizi.
In particolare due pratiche: una riguardava l'acquisto di un terreno e del palazzo Stocco da parte di Pino Mastroianni e l'altra l'acquisto di alcuni terreni da parte di Paolo Sauro.
"Per queste due operazioni - ha spiegato Trapuzzano - il Comune fece delle delibere considerando i lavori di pubblica utilità. Solo che la pratica di Matroianni si arenò, quella di Sauro andò avanti. L'Amministrazione dichiarò infatti il Grand Hotel Marechiaro un'opera di pubblica utilità". Altra fatto considerato illegittimo dal consigliere d'opposizione è quando il sindaco Rosato "avocò a sé le competenze dell'ufficio della polizia municipale, in modo che il comandante, che non era allineato con le posizioni politiche degli amministratori in carica, non potesse ostacolare eventuali autorizzazioni discutibili".
Per non parlare poi dei lavori pubblici che, secondo quanto dichiarato dal teste, "venivano affidati sempre alle ditte vicine all'Amministrazione comunale, così come anche rispetto al Prg, si palesavano interessi personali sia da parte del sindaco che degli assessori: molte zone che nel vecchio Prg erano agricole sono diventate turistico-alberghiere o industriali. "C'era una gestione personalistica e affaristica della cosa pubblica - ha detto Trapuzzano - tant'è che lo stesso architetto che stava predisponendo il piano regolatore, a pochi giorni dalla consegna abbandonò l'incarico. Lo stesso architetto mi spiegò che c'era una sovradimensione delle abitazioni e delle costruzioni rispetto al fabbisogno della popolazione, che in quegli anni addirittura aveva registrato un calo demografico".
L'altra anomalia segnala riguardava l'ingegnere Cerra, che era assessore e titolare di uno studio che presentava progetti al Comune.
Nell'udienza di ieri doveva essere sentito anche il capitano dei carabinieri Enrico Pigozzi, che però non si è presentato. Per questo il tribunale ha condannato il militare a 500 euro di multa perchè la motivazione per la mancata comparizione in aula (per licenza) è stata ritenuta illegittima.
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